giovedì 2 agosto 2012

Deficienti.

L'insulto deficiente deriva dal latino, più precisamente dal verbo "deficio", che significa (tra le diverse sfumature) mancare di, venire meno.
Deficienti sono due ragazzi che ho avuto il dispiacere di incontrare ieri pomeriggio.


Dopo aver scritto un post sul blog di cui non sono ancora per niente convinta, mi sono preparata per uscire. Erano le cinque e mezza quando sono uscita di casa, e in meno di dieci minuti avrei raggiunto casa di Giuseppe, il mio ragazzo. Oasis nelle orecchie, parto lanciatissima.
Poco dopo, in una strada frequentata (!!!!) da persone che erano al bar, signore uscite dal supermercato, e mariti che aspettavano che le mogli uscissero dal supermercato, si avvicinano a me due ragazzi sulla ventina su una vespa bianca. Come ho detto prima io stavo ascoltando gli Oasis, perciò li ho visti parlare e gridarmi qualcosa, i soliti apprezzamenti degli uomini, senza capire cosa dicessero: di certo non avrei mai tolto le cuffie per prestare attenzione alle perle che sarebbero uscite dalla loro bocca. Oltretutto se lo avessi fatto, i due deficienti si sarebbero sentiti importanti. Per fortuna poi si sono allontanati.
Poco dopo, però, li vedo invertire la marcia, girando al semaforo per la carreggiata parallela a quella dove stavo io. Ero sicurissima che sarebbero tornati ad infastirmi. Ho attraversato la strada, andando sul marciapiede più grande, quello in cui si trova il supermercato. Ho messo (ahimè) a pausa l'ipod e poco dopo ho sentito la loro voce, di nuovo. Dicevano frasi senza senso, tipo "ah, bel nome" e continuavano a seguirmi con la loro moto a passo d'uomo. Ovviamente NESSUNO che interveniva, tutti che assistevano alla scena, chissà forse anche divertiti, e nessuno che faceva o diceva un cazzo di niente a questi due imbecilli, che se la ridevano. Che degrado.
Ho cercato di mandare un sms al mio ragazzo, ma quello che ho scritto nell'agitazione di quel momento (e con la schifosa tastiera dell'iPhone) è stato "altri due pedinati", e ovviamente lui non ha capito.
Al semaforo per fortuna se ne sono andati, ma a casa del mio ragazzo ci sono arrivata piangendo, facendo preoccupare sia lui che la sua mamma.

Non è la prima volta che mi succede questo tipo di cosa. Poche settimane fa era successa di nuovo, sempre su quella strada. L'anno scorso poi, un tipo con un furgoncino mi ha seguita per 200 metri, rallentando tutte le macchine nella sua carreggiata, chiedendomi come mi chiamo, e altre cose. E anche in quell'occasione, nessuno che intervenne.
Ora dico, a questi rincoglioniti: purtroppo siete nati deficienti, e purtroppo avete dei limiti. L'apprezzamento su una donna, è pure tollerabile, benchè sempre offensivo se fatto da uno sconosciuto, non dimenticatelo. Però se vi mettete a seguire le donne per strada, allora no, così non va. Siete solo degli animali, ignoranti e incivili.
E non me ne frega niente, ma ora che mi hanno detto che posso fotografare la targa e denunciarvi, state certi che la prossima volta che capiterà lo farò.

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