giovedì 4 ottobre 2012

Stanca morta

Ieri mattina è stata la mia prima volta all'università. Sveglia alle 6.35, esco di casa alle 7.10 e arrivo in ateneo alle otto meno dieci. Dopo ben cinque anni, la strada che da percorrere la mattina presto per andare al "luogo di studio" è cambiata, perchè l'ateneo si trova da tutt'altra parte della città rispetto al mio ex liceo.
La prima lezione è cominciata alle 8.15, si trattava di geografia. Non posso dire niente di male del professore, perchè parlava piano in modo che potessimo prendere appunti, ci ha dato cinque minuti di pausa tra una lezione e l'altra e talvolta faceva anche dei commenti ironici su quello che spiegava. Peccato che ho già settanta pagine da studiare solo della sua materia. Dopo un buco di tre ore, passato con Stefania con la scusa di mostrarle le vie principali dello shopping (la tappa al Mc Donald's non poteva mancare), ma soprattutto felice perchè avrei fatto una materia che mi piace, ci siamo dirette verso l'aula II, dove si sarebbe tenuta la lezione di inglese. Di inglese però non abbiamo fatto proprio niente, la professoressa ha perso tutta l'ora dicendoci come funzionavano certe cose e gli orari delle lezioni.
Tornata a casa con una pessima bici del bike sharing barese, sono stata in coma nel letto per circa tre ore: sono dovuta uscire per andare a comprare il libro di geografia.
Approfittando del tempo rimanente, io e mia madre abbiamo deciso di andare a ordinare la fantastica torta di compleanno con tanto di reflex che avevo deciso di comprare per il mio compleanno. Andiamo quindi alla ludoteca di mia suocera, perchè tramite lei avremmo pagato la torta molto di meno, dove però scopro che lo scherzetto della macchina fotografica mi avrebbe fatto spendere ben 130 euro, qualcosa di non opportuno dato il numero ridotto degli invitati, e visto che della festa in sè non mi interessa, non essendo un'amante delle feste. Sconfitta, vado a prendere le decorazioni per la torta fai da me, in un negozio dove un chiuawa(?) bellissimo mi si arrampicava sulle gambe mentre parlavo con la titolare.
 La giornata si è chiusa poi con una fantastica lezione di scuola guida, di cui non ricordo assolutamente niente. Menomale che al ritorno mia suocera ha recuperato dalla strada sia me che suo figlio (il fratello di Giuseppe) e mi ha dato uno strappo a casa.
Stanca morta, mi sono addormentata con mio fratello accanto, che aveva paura del buio.

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