mercoledì 29 ottobre 2014

Paris day #03 - Up the Tour Eiffel


October 20th


 On Tuesday I had planned to visit the Louvre. We went out, took the subway 1 and went down to the station of the Louvre, just inside the museum.. something incredible. In my town's central station there is hardly a tobacco shop, but there they had, besides the many clothing and furniture stores, an Apple Store, a Ladurée and of course Starbucks. 

 I stopped at Starbucks and took a caramel Frappucino. The guy at the cash desk asked me my name but later I discovered that he had written "Gergia." Nevermind, the caramel Frappuccino is the best thing in the world. 
Out of Starbucks, looking for the Louvre entrance, we had the bitter surprise: the Louvre is closed on Tuesdays. Fuck. I wondered how it had been possible for me not to notice the closing day of the Louvre, since at home I had consulted the website a million times. Mentally reviewing the program of the next day, we returned to the trains and headed to the Trocadero.

 Trocadero station is the pop version of the Louvre's one: you can find many horrible stalls selling models of the Eiffel Tower on the cheap. I am a daughter of capitalism and all those village styled stands don't suit me very well. I prefer big corporations shops. I am like that.
Me and Michela stopped there and bought some tower shaped trinkets as souvenirs, because in Paris if you want to buy something that is not a crap you won't spend less than 20 euros.

 I remembered the metro station in Rome near the Coliseum, which is really special. As soon as you go up the stairs you see the huge Coliseum. Trocadero station is different, because to see the Eiffel Tower you have to walk for about fifty meters and then turn right.

 Just a couple of miles from us the Eiffel Tower stood high in the sky of Paris. It is how I had imagined it to be, neither too high nor too low. I looked over the tower and couldn't really imagine Paris without it.. they even thought to dismantle it after the Exhibition of 1889.. pure madness!

 Under the tower I took the opportunity to take like two thousand pictures, challenging Michela's patience. Then we got in line to go up. I read that the third floor of the tower was closed: a total disappointment. The most unlucky day of the whole holiday, with the Louvre and the third floor of the tower closed. What to do? Coming back another day hoping that the top was accessible or submitting to the second floor? I resigned myself and I decided to go to the second floor, what if the third floor was never to be reopened?

 The view of Paris from the second floor was beautiful, even if you can not still see everything. For example, I could not find the Arc de Triomphe. I suspected I had gone up more for the thrill of being on the Eiffel Tower, rather than to enjoy the panoramic view. You could see the whole city in motion, with the boats on the Seine and all the monuments, which from the top look very small.

 The queue to get off by the elevator was too long, so Michela and I decided to go down on foot. It is something that I recommend to those among my readers who will have in the future the chance to visit Paris. With the stairs you can see the skeleton of the tower, with the myriad of lights inside. So beautiful!

 The next step is the Hôtel des Invalides, which we reached through a series of internal streets, since I had preferred them to Champs de Mars. The building is home to a military museum as well as the famous tomb of Napoleon. I already mentioned that I love history, so I wanted to honor him too bad.
Also, Napoleon is one of my favorite historical figures, indeed I do not know why I always remember very well all that I have studied about him. Just consider that at my fifth grade exams I had to talk about the Second World War but the teacher asked me Napoleon, just to see if I had studied enough. I remember I told her about him as if I was saying the Hail Mary.

 We went home exhausted and rested for all the afternoon.
In the evening I visited Soriana, dad's cousin who lives in Paris: what a luck. At home she had prepared "only" two trays of lasagna, with French traditional dishes, baked potatoes and a huge chocolate cake, almost gold compared to the crap I had been eating for three days. She asked me about our family in Bari and told me how hard it was to insert herself in France. "Paris is so beautiful, but French are bitchy", she told me.
I went back to reality and went home.
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20 Ottobre

 Martedì, da programma, doveva essere il giorno del Louvre. Usciamo, prendiamo la metro 1 e scendiamo alla stazione del Louvre, esattamente dentro il museo.. una cosa allucinante. Nella stazione centrale di Bari c'è a stento una tabaccheria, lì invece tra i tanti negozi di vestiti e di arredamento c'erano anche un Apple Store, un Ladurée e ovviamente Starbucks.

 Entro subito a Starbucks e mi prendo Frappucino al caramello. Il tipo alla cassa mi chiede il nome e poco dopo scopro che sul bicchiere ha scritto "Gergia". Poco importa, il Frappuccino al caramello è la cosa più buona del mondo.
Usciamo da Starbucks e ci dirigiamo verso l'entrata del museo, ed ecco l'amara sorpresa: il museo del Louvre è chiuso il martedì. Fanculo. Mi chiedo come sia stato possibile non accorgermi del giorno di chiusura settimanale del Louvre, dopo che a casa ho consultato il sito internet milioni di volte. Ripasso mentalmente il programma del giorno dopo, torniamo ai treni e ci dirigiamo verso il Trocadero.

 La stazione del Trocadero è la versione pop di quella del Louvre: trovi tante orribili bancarelle che vendono modellini di torre Eiffel a poco prezzo. Io sono figlia del capitalismo e alle bancarelline "di paese" preferisco ovviamente i negozi delle grandi multinazionali. Sono fatta così.
Io e Michela ci fermiamo e compriamo qualche ciondolo con la Torre, così ci togliamo il pensiero del regalo a molte persone, visto che a Parigi se vuoi comprare qualcosa che non sia una cretinata non te ne esci con meno di venti euro.

 Mi torna in mente la fermata della metro a Roma del Colosseo, che è veramente uno spettacolo. Appena fai le scale e alzi lo sguardo ti trovi a sorpresa l'enorme Colosseo davanti agli occhi. La stazione del Trocadero è invece diversa, perchè per vedere la Torre Eiffel devi camminare per una cinquantina di metri e svoltare a destra.

 A un paio di chilometri da noi la Torre Eiffel si staglia altissima nel cielo di Parigi. E' come me la sono immaginata, nè troppo alta nè troppo bassa. Guardo oltre la torre e non riesco ad immaginarmi Parigi senza di essa.. e pensare che originalmente avrebbe dovuto essere smontata dopo l'Esposizione del 1889.. follia!

 Sotto la torre ne approfitto per fare duemila foto, sfidando la pazienza di Michela. Poi ci mettiamo in fila per salire. Leggo però che il terzo piano della torre è chiuso: delusione totale. La giornata più sfigata di tutta la vacanza, con Louvre e terzo piano della torre chiusi. Che fare? Tornare un altro giorno sperando che il top sia accessibile o accontentarsi del secondo piano? Mi rassegno e decido di accontentarmi del secondo piano, metti che il terzo piano non lo riaprono più che fai?

 La vista dal secondo piano su Parigi è bellissima, anche se non si riesce a vedere proprio tutto. Per esempio non sono riuscita a trovare l'Arco di Trionfo. Sospetto di essere salita più per l'emozione di essere sulla Torre Eiffel, piuttosto che per godere della vista panoramica. Si vede tutta la città in movimento, con i battelli sulla Senna e i tutti i monumenti che dall'alto sono piccolissimi.

 La fila per scendere con l'ascensore è lunghissima, perciò io e Michela decidiamo di farcela a piedi. E' una cosa che consiglio a chi, tra i miei lettori, avrà in futuro la fortuna di visitare Parigi. Con le scale si vede lo scheletro della Torre, con la miriade di luci al suo interno. Bellissimo.

 Tappa seguente è l'Hotel des Invalides, che raggiungiamo attraverso una serie di stradine interne, pittosto che prendere gli Champs De Mars. Il palazzo è sede di un museo militare oltre che della celebre tomba di Napoleone. Ho già detto che amo la storia, perciò dovevo necessariamente rendergli omaggio.
Napoleone poi è uno dei personaggi storici che preferisco, non so perché ricordo sempre benissimo tutto quello che ho studiato su di lui. Pensate che agli esami di quinta elementare portavo la Seconda Guerra Mondiale ma la maestra per vedere se fossi brava mi chiese Napoleone. Le parlai di lui come se le stessi dicendo l'Ave Maria.

 Torniamo a casa sfinite e ci riposiamo per tutto il pomeriggio.
In serata poi esco per andare a trovare Soriana, la cugina di papà che abita a Parigi: le fortune della vita. A casa aveva preparato solo due vassoi di lasagne, con piatti tipici francesi, patate al forno e mega torta al cioccolato, ed è oro rispetto allo schifo di panini al salame che sto mangiando da tre giorni. Mi chiede un po' della nostra famiglia a Bari e mi racconta di quanto sia stato difficile integrarsi in Francia. Parigi è tanto bella, ma i francesi sono stronzi, mi avverte.
Torno sulla terra e torno a casa.










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