lunedì 10 novembre 2014

Paris day #07 - Galeries Lafayette

Video here.





October 24th

On Friday morning we went to the Galeries Lafayette.
We shouldn't have done it.


 The underground is just inside the mall, like the Louvre's station. These are the things I love about northern Europe and that I miss in a provincial town like Bari.
As soon as we opened the door there was Nirvana welcoming us: an entire floor full of Shoes shops. And you read it right, Shoes with a capital S: Salvatore Ferragamo, Dior, Chanel, LK Bennett, Louis Vuitton, Givenchy.. Michela went immediately to Salvatore Ferragamo, I looked at LK Bennett, because inevitably they reminded me of Kate Middleton, who loves the brand.

  Each floor has its own theme: the ground floor has cosmetics and perfumes, handbags and accessories on the first, clothes on the second, children's toys and clothes on the third, furniture on the fourth, food and souvenirs on the fifth. The sixth floor has a terrace overlooking the back of the Opera, the roofs of Paris and, in the background, the Eiffel Tower. Amazing. Also, if you listen carefully you can even hear the music from the rooms of the Opera.
In this blaze of brands my intentions not to buy anything failed miserably as soon as I saw a Michael Kors store. I came out with a new wallet.

 In the evening we went to Saint Michel, where we had an appointment with Soriana, a cousin of my dad who lives in Paris. We had dinner in a typical Spanish club and then went out for a ride: it's our last night. We walked up to République, then took the subway and went to the Opera. I had planned to visit it during the day, but we had not had time.

Rue Beaubourg: as we were going back home we realized that it was the last time that we had the privilege to do it by looking at the Notre Dame, all lit up in the background. Before turning in the small Rue Chapon we stopped and groaned. I asked Michela if she minded going to the Notre Dame for our very last time, but we were too tired to do that.
A week seemed like an eternity but it passed in a while.

 I thought of all the people who would come and visit the places we had visited, as if the city was a huge playground. Paris is the place where people have thought and written the most. And how couldn't they have done that?! Everything here is for ever. It inspires you and tells you about history, philosophy, art. From the luxury of Versailles to the macabre of the Revolution. From the Gothic churches to the floral of the art nouveau. I thought of geographical determinism, the theory according to which men are influenced by the environment in which they live. I thought of the differences between Paris and Bari, and how much I don't really fit in this city. I leave Bari to those who deserve it, I want to be influenced by places like Paris. Here Europe is not just an idea, it's reality. I want to not have a car and move only by subway, I want to study humanities and then go on Sunday to the museums and stay in the same rooms where the most emblematic characters of the story stood. I have the qualities to live in such a city. Long distances, punctuality, different languages, few relationships with those around you, everybody on their own. Just keep the right on the subway if you're not fast. You are a number rather than a person. In Bari you are a target rather than a person. What a crappy city.
I compared my trip with that of all the people from my city who this year have been in Malta.
I looked for the last time to Notre Dame. I was delighted.


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24 Ottobre

 Venerdì mattina siamo andate alle Galeries Lafayette.
Non l'avessimo mai fatto.

 La fermata della metro è esattamente dentro il centro commerciale, come per il Louvre. Sono queste le cose che amo del nord Europa e che mi mancano in una città provinciale come Bari.
Varchiamo la porta del centro commerciale e davanti a noi è il Nirvana quello che ci accoglie: un piano intero pieno di negozi di Scarpe. E avete letto bene, Scarpe con la S maiuscola: Salvatore Ferragamo, Dior, Chanel, LK Bennet, Louis Vuitton, Givenchy.. Michela si perde subito in Salvatore Ferragamo, io guardo le LK Bennet perché inevitabilmente mi ricordano Kate Middleton, super fan del brand.

 Ogni piano è tematico: al piano terra cosmesi e profumi, al primo borse e accessori, al secondo vestiti, al terzo vestiti e giochi per bambini, al quarto arredamento, al quinto ristorazione e souvenir. Il sesto piano è invece una terrazza che dà su Parigi con vista sul retro dell'Opera, i tetti di Parigi e, sullo sfondo, la Torre Eiffel. Bellissimo. Se fate attenzione potete anche sentire la musica proveniente dalle stanze dell'Opera.
In questo tripudio di marche i miei propositi di non comprare nulla falliscono miseramente dieci minuti dopo essere entrata, non appena vedo un negozio di Michael Kors. Ne esco con un nuovo portafoglio.

 In serata andiamo a Saint Michel, dove avevamo appuntamento con Soriana, la cugina di papà che vive a Parigi. Ceniamo in un locale tipico spagnolo e poi usciamo a farci un giro: è la nostra ultima sera. Facciamo una passeggiata fino a Republique, poi prendiamo la metro e scendiamo a Opera. Avevo programmato di visitarla in giornata, ma non avevamo fatto in tempo.

Rue Beaubourg: stiamo tornando a casa, e per l'ultima volta abbiamo il privilegio di farlo guardando il Notre Dame illuminato. Prima di svoltare nella piccola Rue Chapon ci fermiamo e sospiriamo. Propongo a Michela di andare a guardare un' ultima volta il Notre Dame, ma siamo troppo stanche.
Una settimana sembrava un'eternità e invece è passata in un attimo.

 Penso a quanti arriveranno e visiterranno i posti che abbiamo visitato noi, come se la città fosse un enorme parco giochi. Parigi è il posto in cui si è più pensato e scritto, e come potrebbe non esserlo?! Tutto ciò che si trova qui è eterno. Ti ispira e ti parla di storia, filosofia, arte. Dal lusso di Versailles al macabro della Rivoluzione. Dal gotico delle chiese al floreale dell'art nouveau. Penso al determinismo geografico, la teoria secondo cui l'uomo è condizionato dall'ambiente in cui vive. Penso  alle differenze tra parigini e baresi, e a quanto Bari mi stia stretta. Bari la lascio a chi si merita Bari, io voglio essere condizionata da posti come Parigi. Qui l'Europa non è solo un'idea, è la realtà. Voglio non avere la macchina e muovermi solo con la metro, voglio studiare le materie umanistiche e poi andare la domenica in giro per musei e stare nelle stesse stanze in cui sono stati i personaggi più emblematici della storia. Ho le carte per vivere in una città come questa. Grandi distanze, puntualità, lingue diverse, pochi rapporti con chi ti sta intorno, ognuno per i fatti suoi. Basta che nella metro se vai piano tieni la destra. Più che una persona sei un numero. A Bari più che una persona sei un bersaglio. Che città bigotta.
Confronto la mia vacanza con quella di tutti i baresi che quest'anno sono stati a Malta. Guardo un'ultima volta il Notre Dame. Mi compiaccio.

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